Bambina in bicicletta con vr

LA MAPPA E' O NON E' IL TERRITORIO? DIPENDE

Forse hai già sentito parlare del paradigma “la mappa non è il territorio”, magari qui sul web o durante un corso di formazione.

Questo paradigma è stato coniato in origine da Alfred Korzybski (ingegnere, filosofo e matematico polacco, ricordato soprattutto per aver sviluppato la teoria della General Semantic) ed è stato adottato dalla Programmazione-Neuro-Linguistica, come uno dei suoi presupposti (cioè canoni fondamentali).

COSA SIGNIFICA CHE LA MAPPA NON E’ IL TERRITORIO?


Si racconta che un giorno, mentre teneva una lezione ai suoi studenti, Korzybski prese dalla propria borsa una scatola avvolta in un foglio bianco, dicendo che aveva bisogno di mangiare qualcosa ed estraendone un biscotto.

Poi ne offrì agli studenti delle prime file, alcuni dei quali accettarono, dicendo loro “Buoni questi biscotti, non vi pare?”.

Mentre gli studenti annuivano e masticavano con gusto, Korzybski tolse l’involucro bianco dalla scatola, sulla quale apparve una testa di cane e la scritta “Biscotti per cani”.

Gli studenti rimasero scioccati e alcuni corsero in bagno con una mano sulla bocca. Al che Korzybsky disse: “Vedete signori e signore, ho appena dimostrato che la gente non mangia solo il cibo ma anche le parole, e che il sapore del primo è spesso influenzato dal sapore delle seconde.”

Cosa ne possiamo ricavare?

  1. LA MAPPA NON E’ IL TERRITORIO.
    Il territorio rappresenta la realtà oggettiva. Nell’esperimento di Korzybski, i biscotti.

    A proposito, non ti ho detto se erano davvero biscotti per cani. No, erano semplici biscotti.

    La mappa è la rappresentazione del territorio (o della realtà oggettiva). Nell’esperimento, la scritta “Biscotti per cani”.

    In PNL e in Neuro-semantica la mappa si definisce anche come il significato che noi diamo al territorio.

    Invero, se vogliamo salire di un livello, la realtà oggettiva non è nemmeno i biscotti. Ma un’esperienza fatta di input visivi, auditivi, tattili, gustativi e olfattivi, che la stragrande maggioranza di noi umani ha mappato come biscotti.

    Ma sarà così anche per una piccola tribù che vive senza contatti con il resto del mondo?

  2. Il territorio non esiste.
    Poiché nel momento stesso in cui noi percepiamo il territorio (realtà oggettiva) noi lo mappiamo (lo “personalizziamo”), la realtà oggettiva non esiste, o meglio, noi non siamo in grado di percepirla in quanto tale.
    Quindi, per un essere umano, non esiste.

  3. Ognuno di noi ha una propria mappa del territorio.
    Possiamo avere mappe simili (anche molto), ma mai identiche.

    “I biscotti sono buoni”. Davvero? Per tutti? Tutti i biscotti? In ogni momento della giornata?

    O è solo una mappa?

  4. LA MAPPA DIVENTA IL NOSTRO TERRITORIO
    Come dice Korzybski, la mappa ci influenza più del territorio. O sarebbe meglio dire che la mappa è l’unica cosa che ci influenza.

    La mia mappa diventa la mia realtà. Diventa talmente reale che mentre mastico i biscotti e vedo la scritta “biscotti per cani”, quella scritta diventa la mia neurologia e mi provoca il vomito.

    Per dirla con la PNL, la nostra Linguistica Programma la nostra Neurologia.

    Per dirla con la Neuro-Semantica, sperimentiamo i nostri Significati nel nostro corpo.

  5. Posso cambiare mappa.
    Se voglio cambiare la mia neurologia e non posso cambiare il territorio, posso sempre cambiare la mia mappa. Questo, in casi estremi, ci può salvare la vita, come fu per i 16 sopravvissuti delle Ande (conoscerete tutti il film “Alive”, tratto da quella storia vera.
    Essenzialmente, i superstiti hanno trasformato la mappa “Gli umani non mangiano carne umana” in “Mangiare la carne umana dei nostri amici/parenti, è l’unica cosa che ci salverà la vita”, e questo gli ha permesso di cibarsi e vivere).

    La mappa è l’unico elemento nel mio totale ed esclusivo potere, se so come governare la mia mente e la mia comunicazione interna, fatta di “film” e di parole.

  6. Posso influenzare le mie relazioni con la mia comunicazione, intervenendo sulla mappa: la mia e quella altrui.

Come sarebbero e come potranno diventare la vostra vita, le vostre performance e le vostre relazioni, ricordando a voi stessi/e, ogni giorno, che potete sempre guardare, ascoltare, percepire e raccontarvi il mondo là fuori con una mappa diversa?

Per saperlo, iniziate a chiedervi: in che altro modo posso vedere, ascoltare, sentire, descrivere, valutare questa cosa (per esempio il Covid-19 e le misure assunte dal governo), così da sentirmi più ricco/a di risorse?

Come cambierebbero le vostre interazioni con gli altri se teneste a mente che ognuno comunica e agisce, “semplicemente”, mosso dalla propria mappa e che quando siete in disaccordo avete solo mappe diverse da mettere a confronto?

 


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