Le alternative al giudizio

LE ALTERNATIVE AL GIUDIZIO

Cosa puoi fare se ti trovi ad essere parte di una controversia, che sia una crisi tra coniugi, una disputa tra genitori separati, tra vicini di casa, tra imprenditori, tra lavoratore e datore di lavoro, piuttosto che un inadempimento contrattuale o una lite per il risarcimento di un danno di qualunque natura sia?

La soluzione più conosciuta e utilizzata sino ad oggi è senz’altro stata quella di avviare una causa giudiziaria, tanto è vero che l’Italia ha vantato per lungo tempo un primato negativo: quello di essere il Paese con il maggior numero di cause pendenti di tutta Europa, oltre che il più lento nella conclusione dei giudizi!

Questo sovraccarico ha inevitabilmente determinato un basso livello qualitativo della giustizia italiana, sotto molti profili.

 

Chi ha affrontato una causa, o ha un amico o parente che lo abbia fatto, sa quanto penosa, lunga, costosa e dall’esito incerto essa possa essere.

 

Tanto per fare un esempio statistico, un processo civile che compia tutti e tre i gradi di giudizio, in Italia, dura in media oltre 7 anni (dato del 2019), variabili a seconda delle Corti territoriali.
Per ovvie ragioni, non sono determinabili i danni che derivano sulla qualità della vita delle persone, delle relazioni e sulla società in generale.

La situazione è talmente grave che, a partire dal 2010, il Legislatore ha introdotto nel nostro Ordinamento Giuridico due importanti strumenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie e ne ha incoraggiato il loro utilizzo, finanche rendendoli in certi casi obbligatori. Quali sono?

 

la MEDIAZIONE CIVILE E COMMERCIALE e
la NEGOZIAZIONE ASSISTITA DA AVVOCATO

 

Similitudini

  • Entrambe sono procedure in cui le parti negoziano fra loro al fine di trovare un accordo che le soddisfi al meglio.
  • In entrambe, potrai avere accanto il tuo avvocato (nella negoziazione assistita puoi anche sceglierne uno in comune con l’altra parte, così da risparmiare, salvo che per le separazioni e i divorzi).
  • Sono di breve durata.
  • Nel caso non vadano a buon fine, ti lasciano aperta la via del Giudice.
  • Entrambe sono obbligatorie in alcune materie. (Condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento danni da circolazione stradale, da responsabilità medica e da diffamazione, contratti assicurativi, bancari e finanziari per la Mediazione. Risarcimento danni da circolazione stradale e Pagamento somma sino a € 50.000,00, salvo alcune precisazioni, per la Negoziazione assistita)*.
     

Differenze

  • Solo nella mediazione, oltre agli avvocati delle parti, è presente un mediatore, ovvero un soggetto neutrale ed equidistante, che ha il compito di facilitare le parti nell’esplorare obiettivi, interessi, preoccupazioni, ostacoli ecc. e nel costruire il miglior accordo per loro.

 

C’è una terza alternativa alla causa?
Si, NEGOZIARE CON L’ASSISTENZA DI UNO O PIU’ AVVOCATI, MA SENZA RICORRERE AD ALCUNA DELLE PROCEDURE PREDETTE

 

COSA FA LA DIFFERENZA AFFINCHE’ QUESTE PROCEDURE FUNZIONINO E PORTINO AD ACCORDI DI VALORE PER TUTTE LE PARTI COINVOLTE?

  • Che tu prenda consapevolezza dei difetti e degli svantaggi di una causa giudiziale, di quanto dolorosa, costosa e deludente possa essere, e di quanto benessere materiale, oltre che per la tua persona e per le tue relazioni possa svilupparsi grazie ad una gestione negoziata della controversia ( anche l’articolo “8 valide ragioni per negoziare”).
  • Che tu sappia che negoziare non significa rinunciare, ma andare oltre la posizione iniziale per comprendere e soddisfare i reali obiettivi, interessi, aspettative, bisogni, preoccupazioni e paure che stanno dietro quella posizione.
  • In una negoziazione degna di questo nome non si rinuncia ma, al più, si scambiano valori. Si cede ciò che non è importante per sé e lo è per la controparte, con ciò che è importante per sé e non per la controparte. Questo scambio non implica una rinuncia, ma un arricchimento. Non è forse ciò che fai quando scambi il tuo denaro per un bene che desideri e ti rende un’utilità.
  • Che l’avvocato che scegli creda nelle potenzialità della negoziazione, ti sappia incoraggiare ad utilizzarle e si impegni al massimo per facilitare il negoziato durante il suo svolgimento, soprattutto quando il gioco si fa duro.
  • Che l’avvocato che scegli (e il mediatore) abbia competenze di alto livello in comunicazione, negoziazione e gestione dei conflitti, per facilitare te e le altre parti ad assumere l’atteggiamento più funzionale per confrontarvi in modo costruttivo e risolvere il problema comune (perché tale è una controversia), rinunciando al desiderio o alla debolezza di porvi uno contro l’altro al primo ostacolo.

*Per maggiori approfondimenti sulle due procedure si vedano il Decreto Legislativo 28/2010 per la Mediazione e il Decreto Legge n. 132/2014, Capo II (artt. 2 e ss.) come convertito dalla Legge n. 162/2014 per la Negoziazione assistita o potete contattare lo studio.

 


RESTA AGGIORNATO!

Iscriviti alla newsletter per non perdere i prossimi articoli.

© 2022 Cappelli Silvia - P.Iva 00799090147 - Realizzato da Siteout